martedì 4 agosto 2020

Aisumasen (I'm sorry)



Di solito le canzoni di John sono sempre molto personali, al contrario di Paul Mccartney infatti trovava molto difficile e a volte noioso, scrivere di storie inventate ed "Aisumasen (I'm sorry)" non fa eccezione, è infatti una canzone che ci parla di Lennon in maniera schietta e sincera.
John nel 1973 stava vivendo un periodo di crisi con Yoko e questa canzone è il suo modo per chiedergli scusa dei suoi comportamenti, "Aisumasen" in giapponese significa "scusa" e difatti Lennon aggiunge la parola "I'm sorry"al titolo della canzone.
La canzone è stata scritta nella primavera del 1971, aveva però un titolo diverso: "Call my name" e anche il testo differiva in qualche punto da quello definitivo, approdato poi nell'album "Mind games", la melodia invece è rimasta pressoché identica.
Ecco una parte del testo presente nel demo e che poi John cambierà:

"When you’re down and you’re out
And there ain’t nothing you can do about it
I ease your pain girl – yes I ease your pain girl
Yes all you got to do is call my name
Yes all you have to do is call my name
All that I know is just what you tell me
All that I know is just what you show me"

"Quando sei depressa
E non c'è niente che puoi fare a riguardo
Io allevierò il tuo dolore, bimba
Si, io lo allevierò
Tutto ciò che devi fare è chiamarmi
Io so solo quello che mi dici tu
Io so solo quello che mi mostri tu"

Come si può ben vedere, il significato della canzone era completamente diverso nel demo iniziale, infatti qui Lennon invitava la propria compagna a trovare in lui conforto nei momenti duri.
Gli ultimi due versi "All that I know..." saranno gli unici ad arrivare fino alla versione finale che si può ascoltare nell'album "Mind games".

Nel primo verso troviamo un riferimento alla dottrina dello yin e dello yang, secondo cui ogni elemento può essere sia yin (debole) che yang (forte).
L'aspetto principale della dottrina è che yin e yang sono due stati indivisibili e fondamentali per l'equilibrio della realtà e delle persone.
L'accezione in cui Lennon usa yin è "sono giù, a terra, davvero depresso".
Il termine sanpaku invece vuol dire letteralmente "tre bianchi" e, secondo la cultura orientale si riferisce alla particolare caratteristica degli occhi di alcuni individui in cui il bianco è visibile anche al di sotto o al di sopra dell'iride e questa posizione fornirebbe importanti informazioni sul destino delle persone.
Secondo un'antica superstizione nipponica quelle persone sarebbero maggiormente esposte a una vita violenta.
Nel caso di yin sanpaku (bianco visibile al di sopra dell'iride), i pericoli deriverebbero da cause esterne (John Kennedy e Indira Gandhi sono i più celebri; lo yang sanpaku invece implicherebbe predisposizione a pericoli derivanti da fattori interiori, legati a un carattere violento o al temperamento eccessivamente esplosivo.

Possiamo dire che questa canzone sancisce l'inizio del "Lost weekend", un periodo in cui John andò alla deriva, tentando di superare la tristezza della separazione con Yoko con l'aiuto di droghe e alcool.
Periodo che durò ben 18 mesi, dalla fine del 1973 fino al 1975.
Alcuni ritengono che il brano scaturisca come un atto di pubbliche scuse dopo un comportamento deprecabile tenuto da John, che avrebbe "flirtato" con un'altra donna in maniera spudorata davanti agli occhi di Yoko.
Comunque sia andata sentiamoci le varie evoluzioni della canzone, sentendola un po' in tutte le salse, in versione, demo, acustica ed elettrica.

Ecco il demo acustico di Aisumasen:



Questa versione dopo aver circolato per anni nei bootlegs è stata pubblicata da Yoko Ono nel 2002 come bonus track dell'album "Mind Games" rimasterizzato per l'occasione.
Questa edizione comprendeva altre 2 bonus track, sempre in forma demo: "Meat city" e "Bring on the Lucie (Freda people)".

La versione ufficiale fu invece registrata il 16 novembre 1973 e vedeva la presenza dei seguenti musicisti: John Lennon (voce e chitarra), David Spinozza (chitarra), Peter Kleinow (chitarra pedal steel), Ken Ascher (tastiere), Gordon Edwards (basso) e Jim Keltner (batteria).

Sentiamola:





Ci sono però altre versioni della canzone che circolano nel mercato dei bootlegs, andiamocele a sentire:

Passiamo ora ad un "Rough mix", una versione più cruda, meno arrangiata, come fosse una sorta di esecuzione "live", mi piace addirittura di più rispetto a quella finita sul disco!:


Questa invece è una versione puramente acustica, segnata nei bootlegs come "Demo take 2".
John si interrompe più volte, si vede che ancora non padroneggia bene il pezzo, sentiamoci quest'altra gemma:




Questa invece è una prova fatta con chitarra elettrica, nei bootlegs è indicata come Take 1:




AISUMASEN (I'M SORRY)

When I'm down, really yin
And I don't know what I'm doing
Aisumasen, aisumasen Yoko
All I had to do was call your name
All I had to do was call your name
And when I hurt you and cause you pain
Darlin I promise I won't do it again
Aisumasen, aisumasen Yoko
It's hard enough I know just to feel your own pain
It's hard enough I know to feel, feel your own pain
All that I know is just what you tell me
All that I know is just what you show me
When I'm down, real sanpaku
And I don't know what to do
Aisumasen, aisumasen Yoko san
All I had to do was call your name
Yes, all I had to do was call your name

TRADUZIONE

Quando sono a terra, davvero yin
E non so proprio cosa fare
Mi dispiace, mi dispiace Yoko
Dovevo soltanto chiamare il tuo nome
Dovevo soltanto chiamare il tuo nome
E se ti ho fatto male, se ti ho fatto soffrire
Ti prometto, cara, che non succederà più
Mi dispiace, mi dispiace Yoko
E' già troppo per me sentire il mio stesso dolore
E' già troppo per me sentire il mio stesso dolore
Io so solo quello che mi dici tu
Io so solo quello che mi mostri tu
E quando sono in crisi, davvero sanpaku
Non so cosa fare
Mi dispiace, mi dispiace Yoko
Dovevo solo chiamare il tuo nome
Si, dovevo solo chiamare il tuo nome


         E       E7
When I'm down
       E7       A
Really yin
      A/G#            F#m
And I don't know what I'm doing
 B7       D F#m  B7            D
Aisumasen,   aisumasen Yoko
A             B7     E         G#
 All I had to do was call your name
A             C#m    D    A       G      B7
 All I had to do was ca - ll your name
 
           E           E7
And when I hurt you
              E7
And cause you pain
A          A/G#                   F#m
 Darlin' I promise I won't do it again
 B7        D F#m  B7            D
Aisumasen,    aisumasen Yoko
A                   B7           E             G#
 It's hard enough I know just to feel your own pain
A                   C#m     D    A             G
 It's hard enough I know to feel feel your own pain
 
F#m              F#m(maj7)
 All that I know
F#m7              B7
 Is just what you tell me
F#m7        F#m(maj7)
 All that I know
F#m7              B7
 Is just what you show me
 
         E         E7
When I'm down
        E7
Real sanpaku
A      A/G#               F#m
 And I don't know what to do
  B7      D F#m  B7              D
Aisumasen,   aisumasen Yoko san
A             B      E         G#
 All I had to do was call your name
A                  C#m    D    A       G       B7
 Yes, all I had to do was ca - ll your name
 
E E7 A A/G# F#m
 
B7 D F#m B7 D A
 
B E G# A C#m  D A G
 
L'angolo del collezionista:

Aisumasen (I'm sorry) la trovi su:

Mind games (Versione ufficiale)

Mind games -remastered 2002 (Versione demo acustico)

Mind games sessions 1973* (Rough mix)
-The complete Lost Lennon tapes Vol.11-12* (Versione Demo acustico Take 2 e Electric demo)


*Bootleg




martedì 28 luglio 2020

222



Questa canzone è stata registrata da Paul Mccartney tra gennaio e febbraio del 2007 nel suo studio di registrazione "Hog Hill Mill" nel Sussex.
La canzone è dedicata alla figlia Beatrice, avuta con la modella Heather Mills, con la quale Paul è stato sposato dal 2002 al 2006.
Leggendo il testo si capisce infatti come le liriche siano riconducibili alla bimba (Guarda come cammina, come gira la testa, mi toglie il respiro..).
Forse il titolo deriva dal fatto che la piccola Beatrice aveva 2 anni quando Paul la scrisse.
La canzone non è finita però nell'album "Memory almost full" ma solamente in una sua edizione deluxe che contiene un disco aggiuntivo nel quale sono presenti 3 bonus track: "In private", "Why so blue" e appunto "222", più una traccia parlata in cui Paul racconta l'album canzone per canzone.
Musicalmente parlando il pezzo è quasi uno strumentale, il testo infatti è ridotto al minimo e gli interventi cantati di Paul sono molto pochi.
L'andamento del brano è molto jazz, con un pianoforte ipnotico e uno xilofono dolce che lascia però posto dopo pochi secondi ad un assolo di chitarra elettrica distorto e sferzante.
Paul si cimenta anche in un assolo di flicorno, strumento facente parte della famiglia degli ottoni, caratterizzato da una timbrica calda e pastosa, durante questo assolo il tempo della canzone passa momentaneamente a 6/8.
Durante gli overdubs è stato aggiunto anche un clarinetto che sembra sia stato suonato dallo stesso musicista che aveva contribuito alla canzone Mr.Bellamy, altro pezzo contenuto nell'album "Memory almost full".
Non è mai stata eseguita dal vivo.
Questa canzone è quindi a mio parare un piccolo gioiellino, è registrata e arrangiata con classe ed eleganza e Paul come al suo solito suona tutti gli strumenti mostrando la sua poliedricità, infatti oltre agli strumenti citati sopra il bassista di Liverpool suona anche il pianoforte, le tastiere, la batteria, l'organo ed il vibrafono.
Del brano esiste anche un video ufficiale realizzato da Marco Sandeman, danese,  che ha collaborato con Paul Mccartney non solo in "Memory almost full" ma anche nel disco "Electric arguments" uscito sotto lo pseudonimo "Fireman":



222

Ooh, look at that
Look at her walking
Turning her head
Taking my breath away

Ooh, look at that
Look at her walking
Turning her head
Taking my breath away

Won't you look at that?
Look at her walking
Turning her head
Taking my breath away

Come home to me

TRADUZIONE

Ooh guarda un po'
Guarda come cammina
Come gira la testa
Mi toglie il respiro

Ooh guarda un po'
Guarda come cammina
Come gira la testa
Mi toglie il respiro

Non la vedi?
Guarda come cammina
Come gira la testa
Mi toglie il respiro

Torna a casa da me


L'angolo del collezionista:

"222"  la trovi su:

-Memory almost full -Deluxe edition (Versione ufficiale)














mercoledì 22 luglio 2020

12 Bar Original




"12 Bar Original" è un tentativo poco riuscito dei Beatles di scrivere un blues strumentale, infatti il brano rimarrà nel cassetto e non verrà pubblicato dai fab four, vedrà però la luce grazie al progetto "Anthology", venendo inserito nel Vol.2 uscito nel marzo del 1996.
Il brano viene provato durante le sessions di Rubber Soul, molti ritengono che fosse stato provato nel caso non avessero raggiunto la quota di 14 canzoni, quindi come una sorta di ruota di scorta.
Rimane comunque difficile pensare che i Beatles avessero potuto far entrare in un disco ufficiale questa composizione, che risulta all'ascolto abbastanza noiosa.
Nella canzone è presente anche George Martin suonando l'armonium.
C'è chi dice che questo sia stato un tentativo da parte dei Beatles di emulare il pezzo di "Booker T and the MG's, gruppo statunitense, chiamato "Green Onions".
Andiamoci quindi ad ascoltare "Green Onions", canzone che risale al 1962:



I Beatles non riescono a trasmettere brio a questa performance, sentiamoci la versione pubblicata sull'Anthology vol.2:



John Lennon e Ringo Starr furono gli unici beatle a commentare la canzone, infatti durante un'intervista radiofonica negli Stati Uniti fu chiesto a Lennon se c'erano registrazioni del gruppo non pubblicate e lui rispose che ricordava solo un pessimo blues in 12 battute, Starr aggiunse che la canzone era stata scritta da tutti e quattro e che ne possedeva un acetato.
I Beatles erano consapevoli dell'influenza che il blues esercitava su numerosi gruppi dell'epoca, ad esempio gli "Yardbirds", gli "Animals" i "Rolling Stones", per citarne alcuni.
Durante la registrazione della canzone "I'm down", si può sentire Paul dire: "Plastic soul", spiegando poi agli altri del gruppo, che era un modo di dire dei musicisti neri per descrivere Mick Jagger!
La canzone fu registrata nelle prime ore del 4 novembre 1965, dopo che i Beatles avevano lavorato a "What goes on".
Dopo aver provato un po' la struttura del brano ne registrarono 2 takes, la prima take si interrompe dopo poco, mentre la seconda arriva ad una durata di 6' e 42".
La versione pubblicata nel 1995 sull'Anthology sarà proprio un edit di questa lunga take, che porterà il brano alla durata di 2' e 55".
Il 30 novembre 1965 è stato realizzato anche un mono mix della canzone, quindi appena tre giorni prima della pubblicazione dell'album, sicuramente troppo tardi per una possibile inclusione nel disco.
Di questo mix sono stati realizzati degli acetati per la collezione privata dei quattro beatle.
Per ritrovare un altro strumentale della band bisogna risalire al 1961 quando ancora non si chiamavano Beatles e si facevano le ossa suonando ad Amburgo, in quei tempi registrarono "Cry for a shadow", canzone firmata Harrison/Lennon. Questo pezzo però fu pubblicato solo nel 1964 dalla Polydor, quando i "nostri" avevano finalmente ottenuto fama e gloria, e sull'altro lato del 45 giri c'era "Why", canzone di Tony Sheridan.
Inoltre c'è un altro pezzo strumentale, ancora più datato, risalente al 1960, chiamato "Cayenne", scritto da Paul Mccartney e anch'esso incluso nel progetto "Anthology", che ci presenta questa registrazione amatoriale di 1' e 14" realizzata a Liverpool nella casa di Paul.
E' una delle poche canzoni del catalogo dei Beatles ad essere accreditata a tutti e quattro, le altre sono "Flying", "Dig it" e "Christmas time (Is here again)".
Dicevamo sopra che i Beatles prima di iniziare le take vere e proprie di registrazione si lanciarono in una prova "informale" della canzone, che è stata fortunatamente registrata, eccola:




La take 1 dura pochi secondi:






La take 2 invece è molto lunga, ben 6' e 50", i primi 2' e 55" come detto sono stati pubblicati nel cd "Anthology vol.2", i restanti sono reperibili solo sui bootlegs, sentiamoceli:



L'angolo del collezionista:

12 Bar Original  la trovi su:

-Anthology vol.2 (Versione ufficiale Edit Take 2)

-Rubber soul sessions-back to basics-  (Take 1)*



-The Lost album (Take 2 -Parte finale non inclusa nell'Anthology)*

*Bootleg




giovedì 2 luglio 2020

7 Deadly sins



"7 Deadly sins" è contenuta nel disco "Traveling Wilburys Vol.3", che in realtà è il loro secondo e ultimo album che con ironia tutta "british" decisero di chiamare volume tre.
Per questa seconda fatica il gruppo passa purtroppo da cinque a quattro elementi per la morte di Roy Orbison, avvenuta il 6 dicembre 1988.
La canzone è stata probabilmente scritta da Bob Dylan, che non a caso si prende l'onore di cantarla.
Lo stile della canzone si rifà a quello "doo-wop" degli anni '50, stile "Platters" per intenderci.
La canzone si apre con la band che armonizza sulla parola "seven", per poi elencare i sette peccati capitali, rivisitati ad hoc per la canzone.
Sia il testo che la musica non hanno molte pretese, una canzone molto orecchiabile ma che manca di quel mordente e di quella profondità a cui spesso le canzoni di Dylan c'hanno abituato.
In questa canzone Harrison fa i cori e suona la chitarra ritmica.






7 DEADLY SINS

Seven, seven, seven--deadly sins
That's how the world begins
Watch out when you step in
For seven deadly sins
Seven deadly sins
That's when the fun begins
(Seven deadly sins)

(Sin number one) was when you left me
(Sin number two) you said goodbye
(Sin number three) was when you told me a little white lie

Seven deadly sins
Once it starts, it never ends (seven deadly sins)
Watch out around the bend (seven deadly sins)
A seven deadly sins (seven deadly sins)

(Sin number four) was when you looked my way
(Sin number five) was when you smiled
(Sin number six) was when you let me stay
Sin number seven was when you touched me and told me why

Seven deadly sins
So many rules to bend
Time and time again
Seven deadly sins
Seven deadly sins

(Seven deadly sins)
(Seven deadly sins)
(Seven deadly sins)

Seven deadly sins
That's how the world begins (seven deadly sins)
Watch out when you step in (seven deadly sins)
For seven deadly sins
Seven (seven) seven (seven) seven (seven) seven (deadly sins)

TRADUZIONE

Sette, sette, sette - peccati capitali

È così che inizia il mondo

Fai attenzione quando entri

Per sette peccati capitali

I sette peccati capitali

È allora che inizia il divertimento

(I sette peccati capitali)



(Peccato numero uno) è stato quando mi hai lasciato

(Peccato numero due) hai detto addio

(Peccato numero tre) è stato quando mi hai detto una piccola bugia bianca



I sette peccati capitali

Una volta iniziati, non finiscono mai (sette peccati capitali)

Fai attenzione alla curva (sette peccati capitali)

Ai sette peccati capitali (sette peccati capitali)



(Peccato numero quattro) è stato quando hai guardato la mia strada

(Peccato numero cinque) è stato quando hai sorriso

(Peccato numero sei) è stato quando mi hai lasciato restare

Il peccato numero sette è stato quando mi hai toccato e mi hai detto perché



I sette peccati capitali

Così tante regole da piegare

Di volta in volta

I sette peccati capitali

I sette peccati capitali



(I sette peccati capitali)

(I sette peccati capitali)

(I sette peccati capitali)



I sette peccati capitali

È così che inizia il mondo (sette peccati capitali)

Fai attenzione quando entri (sette peccati capitali)

Per sette peccati capitali

Sette (sette) sette (sette) sette (sette) sette (peccati capitali)

ACCORDI

Capo 2

Chords:
        EADGBe
D       XX0232
G       320003
Em      022000
C       332010
G7      320001
A7      X02020
Em7     020000


Chorus 1:
NC                  D      G    Em C
Seven, seven, seven-deadly sins,
       D                G   Em C
That's how the world begins.
      D                 G  Em C
Watch out when you step in,
    D            G    Em C
For seven deadly sins.
D            G    Em C
Seven deadly sins,
       D            G      C
That's when the fun begins.
G7
(Seven deadly sins).


Verse 1:
C                             D
(Sin number one) was when you left me,
G                             G7
(Sin number two) you said goodbye.
C                               A7
(Sin number three) was when you told me,
  D            Em7   D
A little white lie.


Chorus 2:
     G            Em C
Seven deadly sins,
        D
Once it starts,
         G     Em C
It never ends (Seven deadly sins).
      D              G     Em C
Watch out around the bend (Seven deadly sins),
    D            G    C
For seven deadly sins.
G7
(Seven deadly sins).


Verse 2:
C                              D
(Sin number four) Was when you looked my way,
G                              G7
(Sin number five) Was when you smiled.
C                                         Em
(Sin number six) Was when you let me stay,
D                  Em           D
(Sin number seven) Was when you touched me,

Drove me wild.


Chorus 3:
G                  Em C
Seven deadly sins,(Ooh-ooh)
D                      Em C
So many rules to bend.(Ooh-ooh)
D                    Em C
Time and time again,(Seven deadly sins)
D            C
Seven deadly sins.
G7                  C
Seven deadly sins (Ooh-bow-wow).


Instrumental Solo: (Sax Over)
(Seven deadly sins) |C           D|
(Seven deadly sins) |G          G7|
(Seven deadly sins) |C A7  D Em7 D|


Chorus 4:
D            G     Em C
Seven deadly sins,(Ooh-ooh)
D                       G    Em C
That's how the world begins (Seven deadly sins, Ooh-ooh).
D                       G    Em C
Watch out when you step in (Seven deadly sins, Ooh-ooh).
D                G
For seven deadly sins.


Coda:
G              C
Seven (seven), seven (seven),
G              C                   D G
Seven (seven), seven (deadly sins).

L'angolo del collezionista:

7 Deadly Sins la trovi su:

-Traveling Wilburys Vol.3 (Versione ufficiale)

-Changeable reputations  (Early take- Studio Playback)*


*Bootleg

L'angolo dei bootlegs:

Sentiamoci una "early take" della canzone ovvero una versione più grezza e meno rifinita, poi uno "studio playback" della canzone, che si ha quando un gruppo partire il nastro della canzone e mentre lo sente commenta o magari ci suona o ci canta sopra.




venerdì 19 giugno 2020

$ 15 Draw



Questo brano si trova su "Beaucoups of blues", secondo album solista di Ringo Starr.
Ringo da sempre appassionato di musica country esegue questo brano di Sorrells Pickard.
Sorrells Pickard, che tra l'altro suono la chitarra in molte canzoni contenute in "Beaucoups of blues", era un musicista country, un attore, ma anche un contadino specializzato nella produzione di arachidi!
Nato e cresciuto in Florida, Pickard ha iniziato la sua carriera musicale dopo essersi diplomato al liceo, è stato a capo della band rock'n'roll Jimmy Bazzell and the Mardells alla fine degli anni '50, poi si trasferì a Nashville nel Tennesse dove suonò il basso per Tex Ritter e David Allan Coe, scrisse inoltre un gran numero di canzoni per artisti country. Il suo album di debutto fu inciso con la Decca nel 1972 mentre nel 1975 avvenne il suo debutto nel mondo del cinema.
E' morto in Florida nel 2003 a seguito di un attacco di cuore.
A questa canzone collabora anche un grande chitarrista: Jerry Reed, un vero mago del finger-picking, secondo solo forse al mitico Chet Atkins.
Un'artista quindi molto poliedrico, sentiamoci la versione di Ringo e poi subito dopo quella originale:








Ringo rimane molto fedele alla versione originale, anche nella scelta degli strumenti musicali, nel complesso una versione molto convincente e sentita.


L'angolo delle curiosità:

L'album "Beaucoups of blues" prende origine dalle sessions di "All things must pass", album di George Harrison al quale Ringo partecipò, infatti il chitarrista Peter Drake, anch'esso coinvolto nel progetto solista di George, rimase sorpreso dalla passione di Ringo per la musica country, sentendo le molte cassette che Starr aveva nella sua macchina mentre stavano andando insieme all'aeroporto.
I due discussero quindi dell'opportunità di fare un album proprio su questo genere e una volta che il progetto prese piede, Drake convinse Ringo a registrare a Nashville piuttosto che a Londra e ad usare un metodo di registrazione più veloce, nello stile di Bob Dylan.
Intervistato da Jann S. Wenner nel 1971 John Lennon disse che l'album country di Ringo non era male, non il genere di disco che avrebbe mai comprato, ma quanto meno non era imbarazzante come il primo che aveva fatto (Sentimental Journey).


$ 15 DRAW

Mama, I guess you have stood and cursed
The day I found that old guitar.
When uncle harry died,
The one we found in the boot of his old car.
I remember how my little fingers blistered
When I tried to learn to play,
I bet you never dreamed that old guitar
Would put me where I am today.
Yes, it's been a lot of years,
I guess it's been an interesting life.
No, mam, I never found another woman
That I wanted for a wife.
I guess the first time showed us
That I wasn't the domesticated kind,
But I don't blame her for getting tired
Of living from a suitcase all the time.
Yes, I know sometimes it looks
Like I've just simply thrown my life away.
I just always figured that if I hung on,
I'd make it big some day.
I guess it takes a special breed
To live this life and think the way I do,
But you'll be glad to hear that any more
I ain't near as bad to drink.
How is Tommy doing with the business
Now that daddy's passed away?
I'm sure daddy always knew that tom
Would be the one to take his place.
And when he tried to lecture me,
I'd sit and pick and sing and let him nag,
But way down deep inside I think
He always knew that hardware ain't my bag.
We open Monday night in bolton city
For another two week stand,
I wish there was some way that you and tom
Could come and hear my band.
Wish I had the time to tell you 'bout the
Places that I've been, the things I saw.
And I'll send the fifteen dollars soon
As I get to the club and make a draw.
When you're hot, you're hot there

TRADUZIONE


Mamma, immagino tu ti sia alzata in piedi e maledetto
Il giorno in cui ho trovato quella vecchia chitarra.
Quando lo zio Harry è morto,
Quella che abbiamo trovato nel bagagliaio della sua vecchia macchina.
Ricordo come le mie piccole dita si gonfiarono
Quando ho provato a imparare a suonare,
Scommetto che non ti saresti mai sognato che quella vecchia chitarra
Mi avrebbe portato dove sono oggi.
Sì, sono passati molti anni
Immagino sia stata una vita interessante.
No, mamma, non ho mai trovato un'altra donna
Che volessi per moglie.
Immagino che la prima volta ci abbia mostrato
Che non ero un tipo addomesticabile
Ma non la biasimo per essersi stancata
Di vivere continuamente con la valigia in mano.
Sì, lo so a volte sembra
Come se avessi semplicemente buttato via la mia vita.
Ho sempre pensato che se avessi resistito,
Sarei stato grande un giorno
Immagino che ci voglia una razza speciale
Per vivere questa vita e pensare alla mia maniera.
Ma sarai felice di sentirlo ancora
Non sono poi così male.
Come vanno gli affari di  Tommy
Ora che il papà è morto?
Sono sicuro che papà ha sempre saputo che Tom
sarebbe stato quello che avrebbe preso il suo posto.
E quando ha cercato di darmi lezioni,
Mi sedevo, prendevo, cantavo e lo lasciavo borbottare
Ma in fondo penso
Che ha sempre saputo che l'hardware non è il mio forte
Apriamo lunedì sera nella città di Bolton
Per un altro stand di due settimane,
Vorrei che ci fosse un modo in cui tu e Tom
poteste ascoltare la mia band.
Vorrei avere il tempo di parlarti
Dei luoghi in cui sono stato, e delle cose che ho visto.
E spedirò presto i quindici dollari
Appena arrivo al Club partecipo ad una riffa
Quando sei caldo, sei caldo lì



L'angolo delle foto:

La prima foto risale alle sessions di "Beaucoups of Blues" con Ringo intento a suonare la chitarra, circondato da alcuni musicisti che presero parte alle registrazioni:




Vediamo altre due foto di Ringo del periodo "Beaucoups of Blues":



Le prossime tre foto sono di Sorrells Pickard in vari momenti della sua vita:




Chiudiamo con la foto di Jerry Reed:



L'angolo del collezionista:

$15 Draw la trovi su:

-Beaucoups of Blues (Versione ufficiale)

-Beaucoups of Blues sessions  (Acetato)*


*Bootleg